lunedì 13 aprile 2020


#IORESTOACASA


"PUPAZZATE NELLO STUDIO"


§ Direttamente dallo studio di casa sua, il signor Stefano Bardini, famoso antiquario fiorentino, vi racconterà in veste di critico d’arte un quadro di un grande pittore toscano vissuto più di cento anni fa: 
il maestro Giovanni Fattori.
§ Prima della visione a questo link

vi invitiamo a leggere la carta di identità del signor Bardini ... un uomo molto distinto, 'nevvero? 



BUON DIVERTIMENTO!!!

giovedì 9 aprile 2020


#IORESTOACASA


STATE ALLEGRI!!!


* Care bambine, cari bambini, cari genitori, lo sappiamo che e' difficile essere allegri in questo periodo, lontani da tutto quello che ci piace ... dagli amici, dalle feste, dalle gite, dalle attività sportive e sì - chi l'avrebbe mai detto?  -  anche dalla scuola ... Pero' - accettate un consiglio - ogni giorno dobbiamo cercare dentro di noi un piccolo spazio, un piccolo momento per essere contenti di qualcosa che facciamo, di quello che abbiamo ... anche di piccole cose ...


Per aiutarvi in questa impresa (ma siamo sicuri che siete già bravissimi!), vi raccontiamo un'occasione che tanti anni fa rese i cittadini di Firenze cosi' allegri, da dare addirittura il nome ad una strada.


Forse già sapete che, nelle città antiche come Firenze, i nomi delle vie del centro nascondono tutti una storia: per esempio prendono il nome da personaggi famosi (piazzale Michelangelo ...) o dalle nobili e ricche famiglie che lì avevano i loro palazzi (piazza Strozzi ...) o dal nome particolare di qualche luogo di ritrovo (via dell'Osteria del Guanto ...). Altre, invece, prendono il nome da qualche evento accaduto: e' proprio questo il caso di Borgo  Allegri, una piccola e graziosa stradina, che si trova proprio dietro l'arcifamosa basilica di Santa Croce. Ecco, dunque, la sua storia ...






Alla fine del 1200 (più di 700 anni fa!), quello che oggi si chiama Borgo Allegri era un strada che si trovava fuori dalle mura che proteggevano la città ed era molto più lunga di oggi. Proprio qui aveva la sua bottega il pittore Cimabue, il maestro di Giotto (quello che sapeva disegnare a mano libera cerchi perfetti e che progettò il campanile del duomo di Firenze ... per dire soltanto un paio delle sue prodezze).






Un giorno, il re di Francia Carlo d'Angiò venne a Firenze per aiutare la città in certi affari politici ed il popolo fiorentino, orgoglioso, lo portò  a visitare proprio la bottega del pittore Cimabue, per mostrargli l'importante opera che l'artista stava dipingendo: si trattava di un dipinto con la Madonna, il bambino e gli angeli, che doveva decorare un altare della chiesa  di Santa Trinita (ma oggi è alla Galleria degli Uffizi).





Un'opera così grande e bella non si era mai vista, senza parlare dello sfondo fatto con tanti sottilissimi fogli d'oro zecchino: insomma, una vera magnificenza! Il re, il popolo (e c'e' da pensare anche il pittore Cimabue ...) furono cosi' contenti di questa improvvisata, che, ben presto, il corteo si trasformo' in una festa di gente che ballava e cantava, insomma di gente allegra ...! Da questo fatto sarebbe nato il nome della strada.

Secondo alcuni studiosi (i soliti guastafeste!), in realtà la strada si chiamerebbe così, perché un tempo c'erano le case della famiglia degli Allegri ... inutile dire che questa versione ci piace molto meno ...

Oggi Borgo Allegri è stato  molto accorciato e non c'è nessuna traccia della bottega di Cimabue, ma vale comunque la pena di farci una capatina perché nasconde una sorpresa: un piccolo giardino pubblico (cioè dove tutti possono andare!), davvero raro da trovare nel centro di Firenze, dove di solito i giardini appartengono ad antichi palazzi di riccastri e nobilastri!





Niente di strano però, perché in questa zona sembra che ci fossero molti orti e giardini, tanto che Borgo Allegri prima di essere chiamato cosi' si chiamava via del Ramerino (come noi fiorentini chiamiamo il Rosmarino, quell'erba profumata che serve per rendere ancora più saporiti il pollo e le patate arrosto ... GNAM!).




Questo giardino apparteneva ad un convento di suore che si trovava li' vicino, in via dei Macci; oggi ci sono aiuole, panchine, alberi che in primavera si riempiono di fiori rosa, una piccola pergola, una piccola area giochi (che ospita spesso feste di compleanno) ed una piccola associazione di volontari che ha sede in un piccolo casetta, dove e' possibile acquistare una piccola merenda ... Insomma tutto piccolo, ma inaspettato e incantevole ... davvero una scoperta che rallegra!





In attesa di potere andare a giocare e a passeggiare nel giardino di Borgo Allegri, perché non provate a rendere ancora più divertente il pranzo di Pasqua, disegnando delle faccine - naturalmente allegre!!! - sui gusci delle uova sode che è tradizione mangiare quel giorno?





AUGURI A TUTTI!!!


Cristina x Firenze sottosopra


Inviato da Tablet Samsung.

giovedì 2 aprile 2020


#IORESTOACASA

* In attesa di un nuovo video, ecco un'altra curiosità su un monumento fiorentino e la proposta, se vorrete, di un piccolo laboratorio ...


ZZZ … LE API e FIRENZE ... ZZZ



Direte voi, cosa c'entrano le api con Firenze e la sua Storia?  C'entrano, c'entrano ... le api c'entrano sempre, perché sono importantissime per l'equilibrio della natura e ora, purtroppo, stanno scomparendo, per colpa dell'uomo e dell'inquinamento che procura con le sue attività Ma questa, purtroppo, è davvero un'altra storia ...

Torniamo a noi ... Le api c'entrano anche con la storia di Firenze ed in particolare con il granduca Ferdinando I dei Medici ...





Vi sarà capitato di passare da piazza Santissima Annunziata, non lontano dal Duomo, e molto vicino alla storica pasticceria Robiglio (doppio SLURP!): è una delle piazze più belle di Firenze, dove fra l'altro si trova l'Ospedale degli Innocenti, un luogo da tanti secoli dedicato alla protezione e alla cura dei bambini.

Proprio in mezzo alla piazza, è il maestoso Monumento equestre (cioè a cavallo) di Ferdinando I, che sembra avanzare baldanzoso. La scultura fu eseguita fra il 1602 ed il 1607 dall'artista Giambologna, che per fonderla utilizzò il bronzo dei cannoni che i fiorentini erano riusciti a prendere ai Turchi in una guerra vittoriosa: pensate che questa notizia è ricordata da una frase scritta in latino (la lingua degli antichi romani), incisa sul sottopancia del cavallo.




Ma le api? Eccoci, al dunque ...

Un'ape regina circondata dal suo alveare è rappresentata nel rilievo in bronzo che decora la base della statua





Ma che c'entra un alveare con Ferdinando I, direte ancora voi! Calma, un momento

Questa raffigurazione era il simbolo del governo del granduca, che sapeva guidare Firenze e tutta la Toscana con grande ordine, giustizia ed equilibrio: proprio come accade negli alveari, dove ogni ape ha un compito preciso da svolgere al servizio della sua regina, in modo che tutto funzioni perfettamente e che venga prodotto delizioso miele.





Giustamente, qualcuno potrà osservare che negli alveari comanda una regina, cioè una femmina, mentre Ferdinando I era un maschio ed ecco qua la notizia curiosa e un po' sorprendente: fino a circa 300 anni fa (cioè, fino al 1700), si credeva che a capo degli alveari non ci fosse una REGINA ma un RE! Questi maschi sono sempre i soliti credono di sapere fare tutto soltanto loro!

Su questo rilievo c'è una leggenda: si dice che sia impossibile contare con certezza il numero delle api, perché sono disposte intorno alla regina (o al re!) in una maniera tale che è molto facile perdere il conto (sembra comunque che siano 91 ...). Fino a non tanti anni fa, i genitori fiorentini sfidavano i loro bambini a contarle, promettendogli, se ci fossero riusciti, un premio (forse, un dolcetto di Robiglio!).

Auguro a tutti di potere andare presto di persona a fare la conta delle api del Monumento equestre di Ferdinando I. Nel frattempo, se volete, potrete cimentarvi in un'altra prova: in rete, ci sono molti tutorial che insegnano a realizzare origami molto carini, proprio a forma di ape

Allora ... BUON DIVERTIMENTO A CASA!


... E magari, quando avremo 
superato questa prova,
tutti insieme, impareremo
 una vita saggia e nuova.


(da R. PiuminiChe cos'è che in aria vola?)

Cristina x Firenze sottosopra

mercoledì 25 marzo 2020

#IORESTOACASA

* Cari bambini, rieccoci!

Questa volta dalla cucina di Rima partiremo, a bordo della nostra immaginazione, per un  viaggio che ci porterà in una strada centrale della nostra città: via dei Cerretani

Qui scopriremo come, spesso e volentieri, la realtà si mescoli con la fantasia creando leggende che durano nel tempo ... Per saperne di più, clikkate su:




La Testa della Berta, incastonata nel campanile di Santa Maria Maggiore


... Eccola là!



Lo stemma della famiglia Cerretani 



*** LE LEGGENDE NON FINISCONO MAI ... 
... MENO MALE!!!

Rispondendo al nostro appello, il nostro amico Niccolò Gonfiantini (10 anni) ha avuto una brillante intuizione a proposito della cosiddetta Testa della Berta e ce l'ha comunicata: potrebbe essere il ritratto di un personaggio della famiglia dei Cerretani, messa lì per ricordare ai fiorentini che quella strada era loro! COMPLIMENTI NICCOLO'!

sabato 21 marzo 2020

#IORESTOACASA


#IORESTOACASA

* Care bambine, cari bambini, cari genitori, nell'attesa di una nuova Storia in cucina, vi raccontiamo una piccola curiosità su un famoso monumento della nostra città: il Battistero, dove fino a non tantissimi anni fa venivano battezzati tutti i fiorentini.

Una battaglia navale ... o forse no!




Chissà quante volte ci sarete entrati oppure passati vicino ... Ma, forse, non vi siete mai accorti che nei pressi dell'abside (cioè nella parte posteriore del monumento), diciamo quasi in linea d'aria con la famosa pasticceria Scudieri (SLURP!), la copertura di lastre di marmo bianco e verde, in basso, si interrompe per accogliere un rilievo (cioè una scultura attaccata alla parete) ... 

Quello che raffigura è una scena un po' misteriosa ... Da circa 300 anni si dice che si tratti di una battaglia navale, perché fra tutte le figure, molto rovinate dalle intemperie, quella che si riconosce meglio, sulla sinistra, è un veliero!



Be' ... in realtà, oggi non tutti sono d'accordo su questa interpretazione: infatti, alcuni studiosi, osservando meglio, si sono accorti che, sulla destra, sono rappresentati due uomini che pestano l'uva, mentre al centro altri portano e caricano qualcosa sulla nave (forse, dei sacchi) ... insomma,  il mistero si infittisce!

... Si pensa che il rilievo facesse parte di un'antica tomba romana  (ancora più antica del Battistero, che comunque ha circa 1000 anni!), e che vi fosse sepolto un mercante di vino ... questo spiegherebbe la scena rappresentata!

A un certo punto della storia (chissà quando!), il rilievo sarebbe stato inserito nella parete del Battistero non soltanto come decorazione, ma anche perché il vino rappresenta nella religione cristiana il sangue di Gesù

Insomma niente battaglia navale ... d'altra parte, il mare a Firenze non c'è! 

Però i fiorentini hanno sempre avuto un debole per questo gioco ... lo dimostra il fatto, che nel 1589 Ferdinando I dei Medici organizzò proprio una battaglia navale come spettacolo a sorpresa per i suoi illustri ospiti: il cortile di palazzo Pitti venne allagato con ingegnosi meccanismi e trasformato in una specie di lago in cui, dopo uno squillo di tromba, 22 navi cominciarono a darsi battaglia con fuochi d'artificio, grida e spari a salve (cioè finti!) ... lo spettacolo durò ben 4 ore!



Augurando a tutti di potere andare presto a vedere dal vivo il misterioso rilievo del Battistero, vi proponiamo intanto di giocare a battaglia navale a casa, coinvolgendo i vostri genitori, sorelle, fratelli in appassionanti sfide marinare ... Se volete, potete utilizzare lo schema qui sotto, stampandolo o copiandolo su alcuni fogli, tanti quanti sono i partecipanti.



Allora ... BUON DIVERTIMENTO ... A CASA!

Cristina x Firenze sottosopra